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CONOSCI DE RIGO

Ilda Piat ci accompagna nell’ufficio prodotto e design di De Rigo

Il matematico Henri Poincaré ha definito la creatività come la capacità di “unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili”. Una descrizione tanto semplice quanto precisa che, dopo aver letto questa intervista a Ilda Piat, vi sembrerà raccontare perfettamente il lavoro dell’ufficio prodotto e design di De Rigo. Ricerca, curiosità, esperienza, talento, scambio: è così che nascono modelli unici, capaci di vendere in tutto il mondo.

Cominciamo con una panoramica. Di cosa si occupa l’ufficio prodotto e design?

È l’origine di tutto! In questo reparto nascono, letteralmente, le collezioni: l’ispirazione si trasforma in disegno tecnico, sulla base di questo si crea a mano il prototipo e poi, se soddisfa tutti, si procede con l’industrializzazione del prodotto.

Quali sono i tempi di questo processo?

Dal primo disegno alla definizione dell’intera collezione trascorrono circa 3 mesi. A seguire, c’è la fase di industrializzazione che necessita di 5/6 mesi per produrre i campionari da distribuire ad agenti e retailer. Tutto questo avviene con un anno di anticipo rispetto all’uscita dei prodotti sul mercato, aspetto che è anche la sfida più grande: significa saper prevedere le tendenze.

Quante e quali sono le professionalità che in De Rigo danno vita alle nuove collezioni? E qual è il tuo ruolo?

È un ufficio piuttosto numeroso: conta ben 15 professionisti coordinati da me e altri 2 colleghi. Nel dettaglio, il team è composto da 7 designer, 3 aiuto designer, 5 esperti del colore. Chi, come me, si occupa di coordinare il reparto deve avere sempre un quadro chiaro rispetto al lavoro in progress e alle esigenze aziendali: è fondamentale che siano coerenti.

Come nasce una nuova collezione?

Ogni collezione è frutto di input di natura molto diversa. In primo luogo analizziamo i dati di vendita: capire cosa è andato meglio e cosa peggio, ci dice moltissimo sulle preferenze del mercato. A questo si aggiunge il report dettagliato sulle aspettative e i feedback degli ottici. La ricerca sui trend, poi, ha ovviamente un ruolo cruciale. Fiere, sfilate, siti web e riviste di settore, cool hunting e archivio storico di proprietà: tutti questi strumenti sono fonte di ispirazione per le nuove collezioni, proposte che spesso hanno origine da un’intuizione su un dettaglio, un decoro, un volume. Tra tutti i disegni, generalmente il doppio dei modelli di cui sarà composta la collezione, si scelgono quelli di cui realizzare il prototipo.

In questo processo, che spazio ha il talento e l’ispirazione personale?

La personalità, gli interessi, le attitudini di chi lavora in questo ufficio sono un patrimonio immenso per l’azienda. Un creativo deve essere curioso e sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo. Un credo che si traduce anche nell’organizzazione del lavoro: abbiamo scelto, infatti, di affidare a ciascun designer la progettazione della collezione che, ogni volta, valorizza al massimo il suo estro creativo.

De Rigo vende i propri prodotti in più di 100 nazioni del mondo. In ognuna si evidenzieranno trend diversi, come affrontate questo tema?

Lavorando per un mercato mondiale è sempre arduo rispondere a tutte le richieste in un’unica collezione. Anche perché questo significa riuscire a prevedere le tendenze internazionali con un anno di anticipo rispetto all’uscita. È una sfida che affrontiamo per singolo brand partendo dall’analisi dei trend dei Paesi in cui vende di più: soddisfare le esigenze di quei clienti è la nostra priorità.

Cosa rende unico l’ufficio prodotto di De Rigo?

Le persone, non ho dubbi. Sono felice di poter sottolineare questo aspetto: qui si è creata un’alchimia davvero speciale che ci è riconosciuta anche dall’esterno. Il team è molto affiatato, originale, c’è un forte senso di solidarietà e rispetto. E quando ci sono idee diverse, il confronto diventa un’opportunità per migliorarsi.

 

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